Villafrati
Dove si trova
Villafrati dista da Palermo poco più di 30 Km. e si trova sulle pendici orientali del Monte Busambra, a m. 475 sul livello del mare. Conta circa 3.500 abitanti.
La storia di Villafrati
Da fonti manoscritte e in particolare da un processo di investimento di Vincenzo De Spuches risulta che il nome Villafrari esiste già nel 1600, tra pubblicazioni si nota una notevole imprecisione nella denominazione del territorio: alcune volte si parla espressamente della Masseria o Terra (Feudo – Baronia) di Villarrati, altre volte si parla di Terra o di Paese di Clarastella.
Era stata concessa la «licenza di fondazione» per il nuovo centro, da chiamarsi Clarastella nel 1602, ma sino al 1714 il centro Clarastella non contava abitanti poiché, come avverte lo storico Garufi, Clarastella, come altri paesi per i quali era srata concessa la «Licenria Populandi», non fu mai fondata. Il nome del paese di Villafrati non compare nel testo del Garufi che elenca i centri di nuova fondazione perchè dai successori del De Spuches, primo feudatario del Feudo «Di Li Menduli e Masseria denomi. In analogia alla storia di parecchi villaggi abbandonati che hanno lasciato il loro nome ad un Feudo con Masserìa nel Seicento, il quartiere «Casale» di Villafrati, potrebbe nascondere una preesistenza abitativa di età arabo-normanna, abbandonata tra il XIII e il XIV secolo. Si può ipotizzare una lenta trasformazione del centro rurale, abbandonato dopo la rivolta del villanaggio musulmano in Val dì Mazara, basato,
su culture intensive, in Feudo a cultura estensiva, appartenente al Feudo del Castello di «Chifale» (Cefalà), descritto, al tempo di Re Ruggero, come «grazioso paese con un circondario che abbraccia un vasto territorio, ricco di poderi e di casali, di acque fluenti, abbondanti stagni e sconfinate distese di terra da seminare». Questa l’immagine del territorio dove sorgerà il centro di Villafrari. Quindi il quartiere Casale potrebbe essere stato edificato su una antica preesistenza, appartenente al Castello di Cefalà.
Nel 1640 abbiamo notizia dell’esistenza di una Chiesa, ubicata presumibilmente nella «Masseria», dedicata nel 1671 a San Giuseppe, come testimoniano i registri degli atti di battesimo dell’Archivio storico della Parrocchia nuova di Villafrati, ma la sua esatta ubicazione non è rintracciabile, come del resto non è possibile localizzare i resti della stessa “Masseria” seicentesca cancellata dal successivo disegno urbano. L’impianto planimetrico di Villafrati risente del clima culturale dei secoli della colonizzazione: il tessuto viario presenta un taglio a scacchiera, poggiato sul terreno che ha notevoli dislivelli, le abitazioni sono raggruppate in stecche a schiera, disposte con tre orientamenti diversi che caratterizzano i tre quartieri: Castello, Casale e «Isola D’Immezzo».
Le emergenze sono situate nei luoghi altimetricamente privilegiati dell’abitato: il prospetto della Chiesa Madre è rivolto verso Palermo, o meglio verso la Regia Trazzera che allora era l’unica via di comunicazione con Palermo. II fronte principale della Casa Baronale conclude, con effetto volutamente scenografico, la lunga spina dorsale del paese; la Piazza, che ha come fondali i prospetti delle due più significative emergenze architettoniche, ospita anche i lotti delle case più antiche. Sia il Castello che la Chiesa Madre risentono, nei propri caratteri tipologici e stilistici, del clima culturale della colonizzazione, anche se i modi e le forme sono estremamente semplificati. Ad esempio la Matrice è una interpretazione, assai ridimensionata e tardiva, del modello di edificio sacro più diffuso in tutti Ì paesi cattolici. Per la Casa Baronale (il Baglio) sembrano evidenti gli agganci con le Ville settecentesche palermitane, anche se qui l’edificio deve ottemperare al duplice compito di centro del potere civile e di dimora temporanea: un blocco stereometrico rustico, articolato da un’ampia terrazza, tutto il pendio del Corso San Marco fa da rampa scenografica alla severa costruzione.
La data del primo rivelo risale al 1714, quando ancora non sono sorte le principali emergenze e il quartiere Castello, ma vi è comunque una presenza, seppure esigua, di abitanti. Questi rivelanti dichiararono di coltivare terre (vigneti, frutteto e seminativo) in località non precisate di Villafrati, ma posseggono le loro case a Baucina, Ciminna e Mezzojuso. Presumibilmente ancora non si era iniziata l’opera di urbanizzazione e di impianto del paese. Ciò ebbe inizio intorno alla seconda metà del 18° secolo (1750 circa), quando si impiantano le fabbriche del Castello e della Matrice e con esse il tracciato per il futuro tessuto urbano.
Ancora fino al 1755, data del secondo rivelo, sono dichiarate poche case, dislocate nei tre quartieri. Dopo questo periodo i Filingeri, con Don Vincenzo Clemente, Barone, Conte e Principe, danno impulso edilizio al piccolo centro di Villafrati, creando edifici ed infrastrutture che prima non esistevano. Una lapide marmorea con iscrizione latina, già situata in Via del Ponte, dentro l’abitato di Villafrati (ora posta nel Palazzo Mirto di Via Merlo N. 2 a Palermo) ricordava ai passanti che quel ponte e il corso furono costruiti per munificenza diDon Bernardo Filingeri, Conte di San Marco, Principe di Mirto e Barone di Villafrati, padre di Don Giuseppe Antonio Filingeri, che fu Consigliere di Stato e Direttore Generale dei Ponti delle Strade del Regno (1793). L’espansione edilizia da lavoro per molti anni a centinaia di operai che usano le cave di pietra del luogo, ricavando rilevanti quantità, di gesso che viene trasportato, a dorso di asini, anche nei paesi vicini. Vincenzo Clemente Filingeri Cottone, investito dei poteri l’anno 1725, fa costruire la nuova Parrocchia dedicandola alla SS. Trinità e alla Beata Vergine Immacolata.
L’edificio, iniziato nell’anno 1750, viene aperto al culto all’inizio del 1767, come risulta da una testimonianza trascritta nel registro (N. 12) dei battesimi di quell’anno. Esiste inoltre nei locali della Parrocchia una grande dipinto raffigurante Vincenzo Clemente Filingeri, alle spalle del quale si intravedono le fabbriche del Castello e della Chiesa. Il dipinto è opera del pittore Mariano Randazzo, figlio del grande pittore Filippo, da Nicosia, ed è datato 1772. A Giuseppe Antonio Filngeri, investito dei poteri l’anno 1804, alla morte del padre Bernardo Filingeri, già menzionato per avere sistemato la rete viaria del paese, succede l’unica figlia, Vittoria, la quale attua un antico desiderio del nonno Bernardo, l’edificazione del Collegio di Maria e della Chiesa annessa, dedicata alla Beata Vergine Addolorata.
Il Collegio, iniziato intorno al 1860, opera dell’architetto Fiorelli, è stato recentemente abbattuto per costruire i nuovi locali della scuola media.
Villafraii confina con i Comuni di Bolognetta, Cefalà Diana, Baucina, Mezzojuso e Ciminna. Il paese oggi conta circa 3.500 abitanti.
Il Baglio
Complesso edilizio baronale costruito dalla famiglia Filangeri contemporaneamente alla fondazione del paese, per scopi residenziali, economici ed amministrativi. Si compone di un edificio residenziale principale, composte da alcune grandi stanze un tempo fastosamente ornate e arredate, ècircondato da tre corti di cui due laterali di forma rettangolare e semicircolare e l’altra più grande adiacente al prospetto principale di forma ovale, chiusa da un cancello in ferro delimitato da due robusti e monumentali piloni che chiudono la strada meastra. Su tale cortile principale si affacciano le abitazioni un tempo destinate alla servitù, nonchè l’ingresso secondario di un edificio teatrale.
La corte semicircolare posta sul lato destro dell’edificio si prolunga in un viale che dà accesso ad un altro corpo di edifici, utilizzati come stalle e magazzini.
Tutta la struttura edilizia e dei giardini è circondata da un muro di cinta. Il complesso edilizio è stato acquisito in proprietà dal Comune all’inizio degli anni ‘80 ed ha successivamente subito alcuni interventi di restauro rimasti tuttora incompleti.
Le Feste a Villafrati
19 Marzo: San Giuseppe
I festeggiamenti in onore di San Giuseppe (Patrono di Villafrati), prendono il via la notte del 18 Marzo, con la tradionale “Luminaria”. Per tutta la giornata presso le famiglie devote, è possibile ammirare altari di pane benedetto fatti in onore del Santo. Alle ore 12:00 in varie famiglie del paese, si può gustare la tradizionale pasta di San giuseppe, che viene offerta a tutti i cittadini. I festeggiamenti si chiudono con una messa solenne al termine della quale, a cura della congregazione, viene distribuito pane benedetto.
2° Domenica di Giugno: La SS Trinità
Per tutta la mattinata è possibile visitare in Viale Europa la tradizionale Fiera Verde.
15 Agosto: Madonna Assunta
Nel pomeriggio si svolge la tradizionale Messa nella piccola chiesa di San Lorenzo al termine della quale si svolge il tradizionale “Jocu rii pignateddi” e la Sagra dell’Anguria.
Ultima Domenica di Agosto: Festa di San Giuseppe
I festeggiamenti prendono il via a partire dalla mattinata con l’Alborata, per continuare con il giro per le vie del paese del tamburo e la banda musicale. Ale ore 11:00 si svolge la Santa messa presso la Chiesa Madre, al termine della quale viena “Sparata a maschiatina”. Nel pomeriggio è possibile assistere alla tradizionale “Cunnuciuta ri torci”. La sera a partire dalle ore 19:30 i fedeli partecipano alla solenne processione all’interno della quale si svolge la “Vulata ri l’ancili”. I festeggiamenti si concludono alla fine del concerto bandistico con lo sparo dei giochi pirotecnici.
3° Domenica di Settembre: Festa del SS. Crocifisso
La Festa patronale del SS Crocifisso si celebra la terza domenica di settembre. Da sempre costituisce un momento di partecipazione non solo per gli abitanti del luogo ma anche per tantissimi devoti che accorrono dai paesi vicini. Molto seguita è la processione nel corso della quale si assiste alla tradizionale volata degli angeli. All’ arrivo del simulacro del Crocifisso in paese è legata una leggenda. Si tramanda infatti che intorno al 1780 alcuni carrettieri di passaggio arrivando a Villafrati nei pressi di una chiesetta si fermarono sfiniti non potendo più proseguire il viaggio. Il fatto venne interpretato come un segno divino e il prezioso carico fu lasciato sul posto.
Nell’ambito della festa molto caratteristica e quanto mai singolare è la ” cunnutta di torci ” una tradizione ricca di fede e folclore. I devoti in groppa a muli e cavalli bardati a festa sfilano per le vie principali del paese tenendo in mano ceri addobbati con mazzi di fiori. Dietro seguono altre cavalcature che portano bisacce ricolme di grano in segno di ringraziamento al SS Crocifisso per la buona annata.
Al loro passaggio i contadini lanciano confetti e caramelle in direzione della folla. Il visitatore è attratto dalle bardature tradizionali degli animali adorne di ricami in lana, nastri colorati e sonagli di ottone che tintinnano. La manifestazione si ricollega agli antichi riti latini di ringraziamento e rievoca per molti versi il mito di Cerere la dea delle messi e dell’abbondanza. Questa “cunnutta” oltre a conferire alla festa una nota di folklore contribuisce anche ad individuare un anello di congiunzione tra il presente e il passato tra il culto cristiano e quello pagano associati dal comune senso di gratitudine nei confronti del Creatore che attraverso la natura elargisce all’ uomo il benessere. Nell’ambito della festa dal punto di vista del godimento profano è ormai divenuta una consuetudine il concerto di musica leggera con la partecipazione di cantanti di fama nazionale. Una vera attrattiva per i turi
Associazioni
Arturo Benedetti Michelangeli (Nicola Schimmenti)
Arci Volo (Fabrizio Faldetta)
Arteatro (Emanuela Cuttitta)
A.S.D. Polisportiva Villafrati (Alfredo Gioietta)
Associazione Anziani Villafrati ( Francesco La Barbera )
Avis (Giuseppe La Barbera)
Caritas (Giuseppa Pitarresi)
Centro Olimpia (Maurizio Mannino)
Dinamica-Ass. Sportiva Dilett. e Culturale ( Antonio C. Ferranti )
Max Onlus (Francesco Cassata)
New Harmony Dance (Enza Maria Calì)
O.N.V.G.I. (Salvatore Valenti)
Orizzonti onlus (Vincenzo Grutta)
Polisportiva Dinamo Club (Vito Tripo)
The Progress Group (Nunzio Budite)
Unione Sportiva (Santino Costanza)
Vincenzo Bellini (Tirrito Calogero)
Numeri Utili e Indirizzi
MUNICIPIO www.villafrati.com www.comune.villafrati.pa.it
Comune di Villafrati – P.zza Umberto I Centralino – Tel. 091.8201156 / 8201256
Biblioteca – P.zza Fratelli Rosselli -Tel. 091.8291652
Uff. Servizi Sociali – Via Procida 1 – Tel. 091.8270256
Asilo Nido – P.zza F.lli Rosselli – Tel. 091.8291690
FORZE DELL’ORDINE
Comando dei Carabinieri Via Gen. C.A. Dalla Chiesa, 2 Tel. 091.8201113 – Pronto Intervento 112 Sito: http://www.carabinieri.it
Polizia Municipale
Via Parco delle Rimembranze, 1/a Tel. 091.8270207 Fax. 091.8201438
Sito: http://www.poliziamunicipale.it
BANCA CREDITO SICILIANO C.so Sammarco n. 35 – Tel 091.8201111 Sito: http://www.creval.it
POSTE E TELECOMUNICAZIONI Via Procida n. 1 – Tel. 091.8201503 / 1382
Sito: http://www.poste.it
SERVIZI ASSISTENZIALI Servizio Sociale Professionale Via Procida, 2 – tel 091.8270256 / 0171

